sabato 4 luglio 2026

Residui manicomiali


Residui manicomiali



Ripropongo oggi questo intervento, nel pieno della discussione in merito alla candidatura del pensiero di Franco Basaglia a far parte del Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.

A distanza di anni, rileggendo queste righe scritte nel 2001 per “il Piccolo”, vi ritrovo una convinzione che il tempo non ha scalfito: “una comunità si misura da come guarda alle persone più fragili”.

Le parole che seguono nacquero di fronte a una vicenda concreta, ma richiamano l’essenza di un principio che attraversa il pensiero di Franco Basaglia, per il quale nessuno può essere ridotto a un problema amministrativo, a un costo o a una diagnosi.

Prima di tutto viene la persona, con la sua storia, i suoi legami e la sua irripetibile umanità.

 

“Disumano, è l’unico termine che mi viene in mente. Quando penso che una trentina di persone

anziane, deboli, indifese, malate di mente, verranno sradicate dal loro mondo, per finire in una

prigione dorata.

Il loro destino si è incrociato con un senso comune che sempre di più misura tutto in termini monetari. Dimenticando che ciascuna persona è un valore in sé mai un mezzo, dimenticando che ciascuna persona ha un mondo dentro di sé e ognuno di questi mondi è irripetibile, dimenticando che l’altro è lo specchio di noi stessi e non altro da noi.

Perché è di persone che si parla, persone deboli ed indifese privi di alcuna tutela.

Le rassicurazioni dei vari “tecnici” sembrano quelle fatte dagli uomini bianchi alle tribù degli indigeni americani per trasferirli nelle riserve. Queste avrebbero dovuto essere ricche di pascoli, ma regolarmente, si rilevavano luoghi di pena. […]

I pensieri su ciò che sta accadendo possono portare lontano, a valutazioni e analisi profonde, ma quello che ora conta è l’impegno di ciascuno di noi per salvare la dignità di queste persone di questi nostri concittadini indifesi.

Spero che a queste voci presto altre se ne aggiungano, e spero, che in un futuro coloro che hanno preso questa decisione non vengano trattati, da qualche burocrate, nello stesso modo. In tal caso stiano tranquilli, ci sarà sempre qualcuno al di fuori dal coro che li difenderà.

 Gorizia, 15.7.2001

Lucio Ulian”

 


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