mercoledì 15 luglio 2026

La cravatta verde

 Propongo, per la sua attualità, la lettura di questo racconto di Arthur Schnitzeler

 

La Cravatta verde

 

Di Arthur Schnitzeler (1901)

 

“Un giovane di nome Cleophas faceva vita ritirata nella sua casa nei pressi della città. Una mattina gli venne voglia di recarsi fra la gente. Si vestì come sempre con cura, si mise una nuova cravatta verde e andò nel parco.

Le persone lo salutarono cortesemente, trovavano che la cravatta verde gli stava benissimo e parlarono per alcuni giorni con grande ammirazione della cravatta verde del signor Cleophas. Alcuni cercarono di imitarlo e si misero anche loro delle cravatte verdi, certo di stoffa più scadente e annodate senza grazia.

Poco tempo dopo il signor Cleophas fece di nuovo una passeggiata nel parco, indossava un vestito nuovo ma aveva sempre la stessa cravatta verde. Allora alcuni scrollarono seri il capo e dissero: «Porta di nuovo la cravatta verde... Sarà perché non ne ha altre...». Quelli che erano un po' più nervosi esclamarono: «Finirà col portarci alla disperazione con la sua cravatta verde!».

Quando la volta seguente il signor Cleophas andò fra la gente, portava una cravatta blu. Allora alcuni disse-ro: «Che razza di idea, venirsene all'improvviso con una cravatta blu!». Ma i più nervosi gridarono: «Siamo abituati a vederlo con una cravatta verde! Non dobbiamo accettare che egli oggi compaia con una blu!». Alcuni erano però molto astuti e dissero: «Ah, egli non riuscirà a farci credere che quella cravatta è blu. La porta il signor Cleophas e quindi essa è verde».

La volta successiva il signor Cleophas comparve vestito come sempre con cura e con una cravatta di un bellissimo violetto. Quando lo videro venire da lontano, tutti esclamarono beffardamente: «Ecco che viene il signore con la cravatta verde!».

C'era in particolare un gruppo di persone che per motivi economici non potevano mettersi altro intorno al collo se non fili di refe. Questi dichiararono che i fili di refe erano molto eleganti e raffinati, affermando di odiare comunque tutti coloro che portavano la cravatta e specialmente il signor Cleophas, che era vestito sempre con cura e portava cravatte più belle e meglio annodate di chiunque altro. Una volta uno dei più scalmanati fra loro, vedendo passare il signor Cleophas, gridò:

«Quelli che portano la cravatta verde sono dei dissoluti!». Il signor Cleophas non si curò di lui e continuò per la sua strada.

Quando la volta successiva il signor Cleophas andò a passeggio nel parco, lo scalmanato col filo di refe intorno al collo gridò: «Quelli che portano la cravatta verde sono dei ladri!». E alcuni gli fecero eco. Cleophas si strinse nelle spalle e pensò che coloro che adesso portavano una cravatta verde dovessero essersi ridotti proprio male. Quando egli tornò la terza volta, l'intero gruppo, e prima di tutti lo scalmanato con il filo di refe intorno al collo, gridò: «Quelli che portano la cravatta verde sono degli assassini!». Allora Cleophas si accorse che molti occhi erano puntati su di lui; si ricordò di avere anche lui portato talvolta cravatte verdi, si avvicinò al tipo col filo di refe e chiese: «Si può sapere a chi allude lei? Forse anche a me?». Allora quello rispose:

«Ma signor Cleophas, come può pensare una cosa simile -? Lei non porta mica una cravatta verde!». E gli diede la mano assicurandogli la sua stima.

Cleophas salutò e se ne andò. Ma quando si trovò a una certa distanza, l'uomo col filo di refe batté le mani e disse: «Vedete come si sente colpevole? Chi può ancora dubitare, adesso, che Cleophas è un dissoluto, un ladro e un assassino?».”

 

 

 


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