Sono molti i contenuti che possono essere espressi con la rappresentazione fotografica.
Questi, a volte, sono legati dall’esigenza del documentare, altri da quella della fissazione di un ricordo.
Personalmente quello che mi spinge a ricercare immagini è la trasmissione di sentimenti, emozioni, passione o pura bellezza.
In questo caso la ricerca di noi stessi attraverso uno strumento nato per la locomozione che, nel tempo, ha assolto a diverse funzioni e assunto vari e diversi significati.
La bici è usata, o stata usata, per spostarsi da un luogo all’altro, legata ad attività sportive, turistiche, lavorative e persino politiche. Allora la bici diventa mezzo per fare una gara, per recarsi al lavoro o fare la spesa, per raggiungere la persona amata, viaggiare per contrade o luoghi nuovi, per portare nelle case beni di consumo o, come la bicicletta della staffetta partigiana, per portare celatamente, notizie e ordini.
Gli innumerevoli usi ne fanno uno strumento flessibile, ma quello che mi attira e stupisce maggiormente è quanto il pedalare attraverso ambienti e paesaggi sempre diversi ci porti a riflettere, a pensare, soli con noi stessi. Anche quando si pedala in gruppo, ciascuno è portato a essere solo con la propria fatica, con i propri pensieri, la propria gioia e la propria tristezza.
Allora il viaggio diventa molteplice, portandoci verso luoghi fisici e, nel contempo, luoghi delle emozioni e dello spirito.
In questo percorso quello che era un semplice oggetto diventa un viatico del sogno: “bici è poesia”.

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