giovedì 9 luglio 2026

Il bene comune

 Il bene comune

Una riflessione sorprendentemente attuale da "Le affinità elettive"

Nel colloquio fra Edoardo e il Capitano troviamo alcune considerazioni politiche di grande interesse. Nella prima parte del brano emerge una valutazione positiva della cooperazione sociale e della capacità delle persone di unirsi per perseguire obiettivi comuni. Nell'ultima parte — siamo agli inizi dell'Ottocento — viene invece sottolineata l'esigenza di un'autorità capace di amministrare «ogni bene veramente comune».

A oltre due secoli di distanza, queste pagine conservano una sorprendente attualità.

 

 

Ti ricordi, disse il Capitano, come durante il nostro viaggio per la Svizzera esprimemmo il desiderio di abbellire proprio come si deve un cosiddetto stabilimento rustico, edificando un villaggio del genere, non secondo l'architettura svizzera, ma secondo l'ordine e la pulizia svizzera, che tanto favoriscono la razionale utilizzazione?

Qui, per esempio, replicò Edoardo, sarebbe proprio quel che ci vuole. Il monte del castello si protende in basso con una balza sporgente; di fronte è costruito il villaggio in semicerchio, con una certa regolarità; in mezzo il torrente, contro le cui piene uno si protegge con pietre, un altro con pali, un terzo con tavole e il vicino magari con steccati, ma tutti senza aiutarsi l'un l'altro e, così facendo, arrecando ancor più danno a sé e al prossimo. Similmente la strada segue un percorso cervellotico, ora su, ora giù, ora attraverso l'acqua, ora sopra i sassi. Se la popolazione volesse metterci mano, non occorrerebbe una grande spesa per tirar su un semicerchio in muratura a questo punto, elevare la strada là dietro fino alle abitazioni, sgombrare un bellissimo spiazzo, facilitare la pulizia e, con una sistemazione complessiva, risparmiare una volta per tutte tanti piccoli provvedimenti [...]

Com'è raro che l'uomo sappia valutare esattamente ciò che occorre sacrificare per ottenere un certo vantaggio!

Com'è difficile volere lo scopo senza disprezzare i mezzi!

Molti scambiano addirittura i mezzi per il fine e si rallegrano di quelli perdendo di vista questo.

Ogni inconveniente viene rimediato nel luogo dove si è manifestato e non ci si cura del punto da cui propriamente trae origine, del punto da cui agisce.

Per questo sono tanto ardue le deliberazioni collettive, specialmente con la massa, che per le evenienze quotidiane è perfettamente ragionevole, ma raramente spinge lo sguardo fino al domani. A questo si aggiunge poi che, in una sistemazione collettiva, uno ci guadagna e un altro ci perde; così, per via di accordi, non si approda mai a nulla. Ogni bene veramente comune dovrebbe essere amministrato [...]“

(Johann Wolfgang Goethe, "Le affinità elettive" ,1809)

Il brano mette a fuoco la difficoltà del guardare oltre l'immediato, di distinguere i mezzi dai fini e di anteporre il bene comune alla somma degli interessi particolari. Una riflessione che, a distanza di oltre due secoli, continua a interrogare il nostro presente.

 


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