mercoledì 26 agosto 2026

Ottemperare v.s. Risolvere

Tra regole, cultura e risultati: orientamenti dell’azione amministrativa e razionalità sostenibile

Nell’analisi dell’azione amministrativa emerge una tensione strutturale che attraversa l’intero campo delle organizzazioni: quella tra l’ottemperare alle regole e il risolvere i problemi. Tale tensione non costituisce un semplice dilemma operativo, ma un principio analitico fondamentale per comprendere le forme concrete della razionalità organizzativa.

I vincoli che orientano l’azione amministrativa non si esauriscono nelle regole formali e nelle procedure, ma comprendono anche dimensioni culturali e simboliche.

In particolare, la cultura organizzativa, come evidenziato da Edgar Schein, si articola in livelli differenti, che vanno dagli artefatti visibili agli assunti di base profondamente radicati, i quali guidano implicitamente il comportamento degli attori organizzativi. In questa prospettiva, l’ottemperare non riguarda soltanto l’adesione a norme codificate, ma anche il rispetto di aspettative implicite, valori condivisi e schemi interpretativi sedimentati.

A partire da questa distinzione, è possibile individuare due dimensioni principali: da un lato il grado di adesione alle regole, formali e culturali, dall’altro la capacità effettiva di produrre risultati e risolvere problemi. L’incrocio di queste dimensioni consente di costruire una tipologia dell’azione amministrativa articolata in quattro configurazioni idealtipiche.

La configurazione dinamica rappresenta la forma più equilibrata di azione amministrativa, nella quale il rispetto delle regole si coniuga con la capacità di conseguire risultati efficaci. In questo caso le norme e le procedure non vengono semplicemente applicate, ma interpretate alla luce del contesto. Tale processo richiama la prospettiva di Karl Weick, secondo cui l’azione organizzativa è sempre il risultato di un’attività di costruzione di senso (sensemaking) attraverso cui gli attori interpretano situazioni complesse e definiscono ciò che è appropriato fare. In questa configurazione la razionalità assume dunque un carattere adattivo e pragmatico, in linea anche con la direzione per obiettivi proposta da Peter Drucker, capace di integrare legalità ed efficacia.

La configurazione dinamica non implica l'assenza di conflitti o divergenze tra gli attori organizzativi. Al contrario, come osservano Cyert e March, l'azione organizzativa procede spesso attraverso meccanismi di "quasi-soluzione dei conflitti", che consentono di mantenere operativa l'organizzazione senza risolvere definitivamente le tensioni tra interessi differenti.

 

La configurazione cristallizzata si caratterizza per un elevato grado di ottemperanza alle regole accompagnato da una ridotta capacità di risolvere problemi. Si tratta della forma tipica della burocratizzazione patologica descritta da Robert K. Merton. Il fenomeno del ritualismo burocratico mostra come le regole, originariamente concepite come mezzi, possano trasformarsi in fini autonomi, generando una vera e propria “trasposizione delle mete”. In questa configurazione anche la dimensione culturale gioca un ruolo rilevante: gli assunti profondi dell’organizzazione tendono a stabilizzare comportamenti rigidi, alimentando logiche del tipo «si è sempre fatto così», che ostacolano l’adattamento al contesto.

La configurazione avventata, al contrario, si distingue per un’elevata capacità di risoluzione dei problemi in assenza o in deviazione dalle regole. In questa situazione l’organizzazione appare efficace nel breve periodo, ma espone sé stessa a rischi significativi sul piano della legittimità e della sostenibilità. Tale configurazione può entrare in tensione con la cultura organizzativa consolidata, producendo rotture nei sistemi di significato condivisi e generando resistenze o delegittimazione interna.

Infine, la configurazione omissiva rappresenta il punto di massima criticità, in cui si registra simultaneamente un basso grado di ottemperanza alle regole e una scarsa capacità di risolvere problemi. In tali contesti emergono fenomeni di inerzia organizzativa e paralisi decisionale, spesso connessi alla difficoltà di costruire interpretazioni condivise della situazione. In termini weickiani, si può osservare un fallimento dei processi di sensemaking, che impedisce agli attori di orientare l’azione.

Alla luce di queste considerazioni, l’azione amministrativa può essere interpretata come collocata lungo un continuum di razionalità che va dall’ottemperanza cieca alla capacità adattiva di integrare regole e risultati. In tale prospettiva, la configurazione dinamica non rappresenta uno stato stabile, ma un equilibrio fragile, continuamente esposto a rischi di regressione verso forme di rigidità o deviazione.

Si può quindi introdurre il concetto di razionalità sostenibile, intesa come capacità dell’organizzazione di mantenere nel tempo un equilibrio tra conformità normativa, coerenza culturale ed efficacia operativa. Questa forma di razionalità non elimina l’incertezza, ma la gestisce attraverso processi interpretativi e decisionali che rendono possibile un’azione al tempo stesso efficace e legittima.

L’uso di una narrazione può aiutare a comprendere questa idea:

Immaginiamo di dover attraversare una città per raggiungere una certa destinazione. Chi segue il navigatore in modo meccanico, senza osservare ciò che ha intorno, rischia di trovarsi bloccato in una strada chiusa o in un ingorgo imprevisto. È la logica della configurazione cristallizzata, nella quale l’adesione alle regole prevale sul raggiungimento dello scopo.

Chi invece ignora semafori, segnali e indicazioni per arrivare più rapidamente può, forse, raggiungere la meta nel breve periodo, ma esponendosi a rischi elevati. È la configurazione avventata, a volte efficace, ma poco sostenibile.

Chi non riesce a scegliere un percorso, rimanda continuamente la decisione, e rinuncia a cercare la strada percorribile restando fermo al punto di partenza. Si trova nella situazione della configurazione omissiva, nella quale si combinano l’assenza di orientamento, mancanza di iniziativa e assenza di risultati.

Infine, chi utilizza il navigatore come guida, ma interpreta anche le condizioni reali del traffico, gli imprevisti e le deviazioni del percorso, ha maggiori probabilità di arrivare a destinazione in modo sicuro ed efficace. Questa è la configurazione dinamica, nella quale regole e capacità di adattamento si rafforzano reciprocamente.

La razionalità sostenibile coincide proprio con questa capacità di orientarsi tra vincoli e opportunità, evitando sia la rigidità dell’ottemperanza fine a sé stessa sia l’improvvisazione orientata esclusivamente al risultato. Non consiste nello scegliere tra regole e risultati, ma nel mantenere un equilibrio dinamico tra le due dimensioni.

In conclusione, l’analisi degli orientamenti dell’azione amministrativa mostra come il funzionamento delle organizzazioni dipenda, non solo da regole e competenze tecniche, ma anche dalla capacità degli attori di costruire significati condivisi e di adattare tali significati alle situazioni concrete. È precisamente in questo spazio, al tempo stesso normativo e simbolico, che si gioca la possibilità di un’azione amministrativa efficace e sostenibile.

 

 

                                                       

                                                           RISOLVERE (+)

                                                                                  ↑

                                                                                  │

                                                 AVVENTATA            │            DINAMICA

                                        (efficace senza regole)      │    (regole + risultati)

                                                                                  │                 

OTTEMPERARE (–)   ─────────────┼────────────── OTTEMPERARE (+) 

                                                                                  │

                                                    OMISSIVA             │      CRISTALLIZZATA

                                    (inefficace, nessuna azione) │ (regole senza risultati)

                                                                                  │

                                                                                  ↓

                                                                        RISOLVERE (–)

Mappa dell’azione amministrativa 


 

 


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