lunedì 10 agosto 2026

La panchina



 La panchina


La dignità del sedersi

 

Le panchine evocano in me un senso di serenità.
Negli ultimi tempi sono divenute oggetto di odio da parte dei cantori delle società chiuse, colme di acredine, che mal sopportano i simboli per i quali ciascuno è quello che è, ed è rispettato per questo.

Eppure, le panchine accolgono senza chiedere.
Sono indifferenti nei confronti di chi arriva e di chi resta.

Forse custodiscono frammenti di parole, attimi d’amore, sguardi rivolti a cieli stellati, riflessioni profonde, incontri tra amici, solitudini, ansie, attese infinite e momenti di riposo.

Amo le panchine.
Le loro forme sinuose, il loro messaggio silenzioso di umanità.

Quando le vedo e mi siedo — senza chiedere, senza spiegazioni — pervade in me un senso di gratitudine per chi ha fatto questo dono.

Mi siedo, e qui mi sento un Uomo.

Senza complicazioni.

 

 


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