Mettendo in ordine le carte contenute in un vecchio scatolone, portato alcuni anni fa da Gorizia, e non ancora aperto, ho ritrovato alcuni documenti e volantini dei tempi della scuola. Fra questi ho subito notato un documento che, negli anni’70, ha rappresentato il simbolo delle lotte studentesche a Gorizia. Quelli divenuti, all’epoca, famosi come i “sette punti”, era il programma del comitato “Interscolastico”.
Questo organismo era stato formato dai leader di tutte le scuole di Gorizia, e aveva alimentato un movimento che coinvolse la quasi totalità degli studenti Goriziani. La partecipazione alle manifestazioni, alle assemblee e alle occupazioni era numerosa, migliaia di studenti scendevano in piazza. Spesso le manifestazioni sfociavano in grosse assemblee fatte nei corridoi dell’ I.T.I.S. “ G. Galilei”.
Il comitato era riuscito a coinvolgere sia i sindacati che le istituzioni. Ricordo le rivendicazioni per il diritto allo studio e gli incontri con le aziende che gestivano i trasporti, avevamo come obiettivo ottenere servizi migliori per i numerosi pendolari. Ricordo, in particolare, un incontro con l’allora presidente delle Aziende municipalizzate Marino Marin, che ebbe come risultato un sensibile miglioramento del servizio di trasporto.
Volevamo un mondo migliore, e cercavamo di realizzarlo con grandi idee nel cuore e precise richieste materiali, anche piccole, come mense e libri. Avevamo come obiettivo l’accesso per tutte le categorie sociali all’istruzione.
Mi ricordo le discussioni, e la difficoltà di mettere al centro delle nostre azioni gli obiettivi che ci proponevamo, al di là delle appartenenze politiche. Le spinte alla divisione erano molte, e da ogni parte c’erano richiami da parte delle varie organizzazioni politiche per portare gli studenti sotto le diverse bandiere. Resistemmo, eravamo consapevoli che i richiami di quelle sirene avrebbero significato non rispettare il mandato che tantissimi giovani, ci avevano conferito. Ragazzi che credevano nel cambiamento, che credevano in noi. La conseguenza sarebbe stata la divisione e l’oscuramento della luce di cui quel movimento era portatore.
Non posso dimenticare una riunione nella quale, in due, affrontammo fino a tarda notte gli organi dirigenti del nostro partito. Noi sostenevamo l’importanza dell’unità degli studenti al fine della realizzazione degli obiettivi, ci veniva contrapposta la necessità di essere visibili come partito. Eravamo solo in due, ma siamo riusciti a convincere gli altri con la forza delle nostre idee.
Il documento, del quale parlo, è del 6 dicembre 1973, ed è stato scritto a più mani. La forma mi sembra ora, forse, ingenua, ma dentro c’era lo spirito della gioventù, l’idea che le cose si possono cambiare, che ognuno di noi può cambiare il mondo.
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