Ombre
si muovono
in cerca
del sole.
Ombre
vagano
verso
la fonte
dell’essere.
Ombre
superano
il corpo
che le ha
generate,
per scomparire
nella
luce.
Ombre
si muovono
in cerca
del sole.
Ombre
vagano
verso
la fonte
dell’essere.
Ombre
superano
il corpo
che le ha
generate,
per scomparire
nella
luce.
Il vento degli anni,
lento,
inesorabile,
prosciuga
i sogni.
Un soffio
continuo
porta via,
senza posa,
granelli
di forza.
Rimangono
foglie secche
sedimentate
sotto
l’albero
della vita.
calpesto
le mie radici –
mi si stringe
il cuore.
Vedo immagini
che
si perdono
nell’aria.
Fiocchi
di
neve,
come
proiettili
sul
mio
volto.
Ricordi
improvvisi
turbano
il
quieto
inverno.
Cumuli
bianchi
rendono
faticoso
il
lento
cammino.
Sole,
ormai
tenue,
scioglierai
i
freddi
crucci?
Proseguo
indifferente,
sorrido
a
una
foglia
che
cade
con
un’ultima
giostra
di
colore.
Questo referendum, nella fase della campagna elettorale, è stato l’apoteosi del “Lui è peggio di me”, titolo di un vecchio film, tornato — ahimè — attuale in innumerevoli dibattiti politici. Una doccia fredda ha, per un attimo, fermato una deriva che stava portando la discussione politica dalla dialettica, anche dura, sul merito, agli urli sguaiati volti a irretire e a tentare di racimolare qualche consenso. Falsità, ipocrisia, comunicazione insidiosa, realtà parziale, urla e maleducazione l’hanno fatta da padrone.
La caccia esasperata al consenso, finalizzata ad accaparrarsi fette di potere politico, rischia di frantumare il fondamento che permette a tutte le forze che competono per questo potere di accettare regole comuni. In poche parole: la Costituzione, il patto che unisce il Paese. Sono convinto che questa deriva danneggi noi cittadini: ogni attacco profondo al patto democratico comprime le nostre libertà e indebolisce il vivere civile.
A pochi giorni dall’esito referendario, sento che nuovamente tornano a farsi sentire urla sguaiate. Noi semplici cittadini abbiamo comunque qualche arma: ascoltare, vagliare, verificare, ragionare. E non farci trascinare dai propagandisti o dai mestatori di turno.
In fondo, le scelte politiche determinano il nostro futuro, che è cosa ben diversa dall’acquisto di uno spazzolino da denti.
Origini
Affondo
i piedi
nella
nuda
terra.
Ora –
confuso
con
la materia
che
mi ha generato –
sento
radici profonde
che
attingono la vita
dal mistero eterno.
L’energia
fluisce
in me,
per tornare
al principio.
L’eterno cerchio
si
chiude.
La
tua
storia
già scritta
sul
volto.
Sogni,
speranze
affogate
fra rughe
che più
non nascondi.
Luce
degli
occhi
affogata
nelle
lacrime.
Sguardo,
ora
immobile,
attende
la fine,
ormai
prossima,
che
non vuol
vedere.