sabato 8 luglio 2017

Gorizia e La Rosa




       Gorizia si giocherà nei prossimi mesi il suo futuro prossimo, le elezioni regionali sono quasi alle porte e sarà importante come la città si preparerà a questo appuntamento. Un quesito da porsi è se queste elezioni si risolveranno in una mera competizione fra nomi e schieramenti oppure, al di là della compagine politica di appartenenza, saranno l’occasione per dare un ruolo, quindi un futuro, alla città.
       Un ostacolo al cambiamento viene da chi si accontenta di come la città vive, per cui non viene turbato dal lento, ma inesorabile declino intrapreso ormai da tempo. Mi riferisco a coloro che, nella politica, nell’economia e nella cultura preferiscono il pigro adagiarsi sulle certezze di un tempo passato, ora sempre più improbabili, accontentandosi della convinzione che i dadi siano ormai stati  lanciati alle le recenti elezioni comunali:”Rien ne va plus, les jeux sont faits.” Gorizia ha scelto!
 Ma i giochi sono davvero fatti? E quali sono i giochi che possono contare per un futuro? La città può essere appagata dal crogiolarsi, salvo qualche tensione spartitoria, dei vincitori e dalla chiusura in improbabili certezze da parte di chi ha perso?
       Forse, sarebbe meglio che tutti lavorassero per rafforzare questo territorio nell’ambito della regione, che coloro che si propongono come classe dirigente per il futuro pensassero, oltre alle alchimie per posizionarsi elettoralmente nel prossimo futuro, a spendere il cuore e il cervello per dare una speranza a Gorizia.
       Il momento è delicato, il potere politico, con la scomparsa delle province, è concentrato, senza più contrappesi di sostanza, a livello regionale e le singole unità territoriali, anche quelle più grandi contano meno. I centri decisionali, dai quali provengono le scelte strategiche e il conferimento delle risorse nella nostra regione, sono più accentrati. In questo quadro, un territorio piccolo e inerte può contare?
       Penso che una classe dirigente, degna di questo nome, debba spendersi per far contare il proprio territorio, nel nostro caso una città che ha bisogno di conquistarsi con coraggio il suo futuro nella Regione.
       Forse, il lavorare per una città metropolitana che comprenda la Venezia Giulia, ritagliando all’interno un ruolo per Gorizia,  potrebbe dare un’avvenire. Questa è un’idea.
        La cosa più importante è che chi ambisce a rappresentare Gorizia  ambi il proprio atteggiamento. Se così non fosse l’ultimo petalo della rosa potrebbe cadere prima che la città ritrovi la fiducia nel proprio futuro, condannandola così, al contrario della nota fiaba, a rimanere imprigionata dalla maledizione.

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