venerdì 28 luglio 2023

sabato 22 luglio 2023

La Rosa di Gorizia

Nel porre sulla tavola il cesto sono rimasto ammirato da quanto contenuto. Ero affascinato dalla forma e dal colore della “rosa di Gorizia”, delizia della cucina proveniente dalle campagne della mia città di origine. Ho preso immediatamente la macchina fotografica, ho scattato e le immagini ottenute erano quelle di un fiore colmo di passione e mistero. La sua somiglianza con una rosa rossa è impressionante. Di fronte a questo frutto dell’amore di chi coltiva le terre fra le colline attraversate dal fiume Isonzo, si rimane stupiti e ammirati. Storia, bellezza, tradizione e lavoro si intrecciano in questo ortaggio dal gusto delicato e unico che pare un fiore, un prodotto che da’ piacere ai nostri sensi.

Gorizia nel cuore

A volte sogno la mia città, tenui ricordi che portano emozioni profonde, allora il foglio bianco si copre di forme e colori in rappesentazioni che alludono a un mondo immaginato e mi ricordano la Gorizia che ho nel cuore.

giovedì 20 luglio 2023

Le radici e l’orizzinte

Propongo il testo che ha accompagnato la mia ultima mostra fotografica. Camminando lungo il sentiero della vita, mi è spesso capitato di soffermarmi ad ammirare alcuni capolavori della natura. Fra questi, gli alberi suscitano in me emozioni toccanti, sensazioni che, dopo aver frugato nell’inconscio, si trasformano in sentimenti. Questi incontri rievocano la mia origine, quali siano le mie radici, e come esse si siano, via via, trasformate ad ogni passo della vita. Ed è proprio dall’incontro di questi segni miliari con l’orizzonte, metafora del destino, quindi, dell’ignoto, che nasce questa esposizione di immagini. Unione di quanto immagino immobile e il cambiamento. Uno di fronte all’altro, due elementi differenti, che uniti, dispensano fascino, mistero, speranze e paure. Questo, un viaggio attraverso delle immagini: rossi tramonti vissuti con intensità, ora dissolti, querce maestose, dispensatrici di pace e saggezza, riflessi su acque profonde che ci restituiscono la bellezza attraverso la fantasia, mare nel quale perdersi, maestose piante che si stagliano nel profondo blu che annuncia l’arrivo della notte. Immagini che fluiscono, come un fiume profondo, per farci raggiungere l’anima. Rapiti da quel turbinio di: pensieri, speranze, pulsioni, paure, dubbi, desideri, sentimenti che ci hanno travolto o sfiorato, uniamo, anche inconsciamente, quanto ci trasmette l’immagine con la memoria di quanto vissuto, allora sorrisi, baci, pianti, gusti, colori, musiche, poesie, volti, amori, ricordi, ricordi, ricordi, si uniscono in un fardello che ci piega la schiena. Vaghiamo per il sentiero della vita con questo tesoro. Nella terra e nel sogno affondano le radici che ci accompagnano verso l’orizzonte.

Incendi di interfaccia- Friuli Venezia Giulia- competenze

Gli incendi boschivi, ancorché siano di interfaccia, sono, di competenza della Regione e, in particolare, il direttore dello spegnimento (D.O.S.) è identificato, salvo nuove disposizione di legge e regolamenti, in un forestale, è difficile comprendere perché si debba perdere tempo per individuarne le competenze. Propongo la lettura di quanto segue: “La competenza in merito allo spegnimento degli incendi boschivi spetta alla Regione (L.353/2000) che la esercita con le modalità previste dalla LR17/19 e disposizioni regolamentari (in attesa che vengano emanate rimane in vigore il DPGR n.1016/1978 ) tramite la Direzione centrale, alle cui dipendenze sono posti gli Ispettorati delle foreste e le Stazioni forestali assieme alla Protezione civile regionale, che si avvalgono del volontariato, in particolare, delle squadre comunali, si avvalgono inoltre del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, tramite convenzioni ad hoc, in particolare per quanto riguarda gli incendi di interfaccia (“fuoco che percorre superfici ove abitazioni, altre strutture antropiche o infrastrutture si incontrano o si compenetrano con aree naturali, semi naturali o vegetazione combustibile” art.3 C.1 lett.g, LR17/19). Per gli incendi di interfaccia, salvo eventuali future disposizioni della Regione, il DOS (Direttore delle operazioni di spegnimento) ed il Responsabile delle Operazioni di Soccorso (ROS) del CNVVF agiscono nei rispettivi ambiti di competenza, collaborando e coordinando tra loro l’intervento, al fine di razionalizzare e ottimizzare le rispettive azioni, nel rispetto reciproco di ruoli e funzioni e secondo le procedure che devono essere dettagliate nel “Piano regionale AIB” e nelle eventuali intese operative e convenzioni con il CNVVF ( Direttiva PCM 10.1.20).Attualmente le modalità di attivazione e di intervento, sono in itinere e recentemente state modificate più volte, questo a partire dalla dall’entrata in vigore della LR17/19 nell’attesa del regolamento previsto dalla stessa legge. “

mercoledì 19 luglio 2023

Il Carso, un anno dopo, l’esperienza è servita?

A un anno dai disastrosi incendi che si sono sviluppati lo scorso anno poniamoci alcune domande utili ad avere gli strumenti necessari per affrontare queste emergenze. Abbiamo utilizzato, e in quale misura, il patrimonio unico di informazioni che ci sono state fornite dalla crisi territoriale causata un anno fa dagli incendi boschivi? Si è capito che l’incendio boschivo è un evento complesso e ricorrente, sia pur tempi di ritorno che possono essere lunghi? Che per affrontarlo è necessario agire partendo da diversi angoli visuali, tutti importanti e nessuno risolutivo, sia con la lotta attiva (spegnimento) che con quella passiva (prevenzione). È iniziato quel processo di innovazione organizzativa utile per affrontare simili situazioni? Abbiamo capito e abbiamo visto che per affrontare questi eventi nessuna organizzazione deputata da sola è di per sé sufficiente. Abbiamo visto che divisioni, mancanza di comunicazione, mancanza di chiarezza sulla filiera del comando, confusione organizzativa, sono elementi che creano disservizi e danni all’economia delle operazioni di spegnimento con grave danno a carico dei cittadini e dei territori coinvolti. Sembra che in un grosso incendio, il tempo intercorso fra la notizia dell’incendio e l’attivazione dei soccorsi, sia stato di diciotto minuti! Abbiamo pure capito che il diaframma che negli anni si è frapposto fra coloro che operano sul campo e i decisori ai vertici, ha limitato il flusso informativo dal basso all’alto (bottom up), creando percezioni distorte che hanno prodotto scelte amministrative e organizzative poggiate su degli elementi scarsamente collegati con la realtà. Certo siamo in un mondo dove c’è un’accanita competizione per L’ottenimento delle risorse pubbliche, sempre più scarse, ma, ritengo che le organizzazioni coinvolte debbano darsi da fare e capire che per raggiungere l’obiettivo di: “spegnare l’incendio in sicurezza, nel minor tempo possibile e con il minor impieghi possibile di risorse”, debbano lavorare a rete. Sono convito che, nel caso degli incendi boschivi, vada superata l’idea dei compartimenti stagni e i soggetti coinvolti debbano adottare allo scopo, linguaggi, simboli, valori e skills omogenee, magari con la creazione allo scopo di un centro formativo unico (scuola). Un anno è passato, abbiamo a disposizione un patrimonio unico di informazioni per non farsi cogliere impreparati e alla mercé degli eventi una seconda volta, ora inerzie e risposte superficiali diventano atteggiamenti colpevoli.