Come un pugno inaspettato, le notizie su alcuni comportamenti tenuti durante l’adunata degli Alpini a Rimini, colpiscono e ci lasciano increduli.
Quello che colpisce di più e intimorisce è come delle persone comuni, probabilmente, attive nel sociale e disponibili nell’aiutare il prossimo, possano improvvisamente trasformarsi, fino a commettere delle azioni riprovevoli. La cosa che fa più paura è che anche noi, in alcune condizioni, non siamo indenni da queste situazioni.
Diventa allora più facile tirarsi fuori, e condannare le così dette “mele marce” o derubricando I fatti catalogandoli cone delle “ragazzate”. Certo, rispetto queste colpevoli scorciatoie, è più faticosa una seria comprensione di quello che è avvenuto, individuando le responsabilità principali. È più facile per chi comunica al fine di accaparrarsi consenso parlare di “mele marce”, invece che di “cattivi cesti”(cit.).
La questione è importante, si getta la stigmate sui, condannabili e da condannare, responsabili materiali, ma non si sfiora la fonte di questi comportamenti. Andare alla radice è più faticoso ma più proficuo. Quindi individuare le responsabilità di coloro che non hanno voluto vedere, e hanno tollerato, le condizioni e i miti che sono stati alla radice di questi comportamenti del gruppo, la trama del cattivo cesto; penso sarebbe meglio comprendere quanto è avvenuto per prendere i provvedimenti affinché nel futuro queste cose non si replichino.
Rileggendo P. Zimbardo in:”Effetto Lucifero” le similitudini rispetto a quanto avvenuto sono notevoli, da una parte l’anonimato dei componenti del branco, coloro che hanno agito avevano l’abbigliamento simile, erano scarsamente individuabili, dall’altra le vittime, non considerate come persone ma come oggetti, su cui esercitare il proprio potere; il tutto condito da una mancanza di controlli efficaci, da parte di chi ha organizzato.
La responsabilità è di chi ha tollerato atteggiamenti improntati al macismo e alla spersonalizzazione della figura femminile. Forse sarebbe ora che chi organizza queste manifestazioni si faccia carico di cambiare registro non tollerando comportamenti beceri e le conseguenti molestie, dall’altra I politici evitino atteggiamenti pilateschi riducendosi ad individuare, solamente, alcuni capi espiatori e si impegnino diffondere un diverso vivere civile. A noi, persone comuni, rimane il dovere civile di non tollerare questi comportamenti.

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