mercoledì 27 dicembre 2023

A proposito di incendi boschivi FVG

In tema di incendi boschivi, si rende necessario un bilancio su quanto sia stato fatto dopo gli eventi che hanno martoriato il nostro territorio nel 2022. Il ricordo del disastro si allontana sempre di più, e il prossimo incendio catastrofico si avvicina, non sappiamo quanta sabbia ci sia ancora sulla parte superiore della clessidra, quello che è certo è che l’evento parossistico, quello ad alta magnitudo, si ripeterà; forse è tempo di attrezzarci. È da aver presente che, per essere efficaci, dobbiamo interevenire su tutti gli aspetti che, nel loro complesso, determinano una seria azione di contenimento degli incendi boschivi sul nostro territorio, in particolare sugli interventi indiretti (la prevenzione) e quelli diretti (la lotta attiva). Se sui primi qualche timido passo si è fatto, ad esempio, il posizionamento dei muri di contenimento posti al lato della ferrovia nella zona di Duino, anche grazie alla presenza attiva della Stazione forestale locale, sui secondi c’è una preoccupante latitanza da parte di chi è deputato a questo compito. Eppure ci sono state chiare evidenze, relative agli elementi organizzativi, rispetto ai quali c’è una necessità urgente di mettere mano, innanzitutto con il rafforzamento della presenza sul territorio di un idoneo numero pattuglie forestali, dotate di mezzi adeguati, in modo da accorciare i tempi del primo intervento, assieme al drastico abbattimento della tempistica fra la segnalazione dell’incendio e l’attivazione della macchina organizzativa che deve intervenire. Di pari passo, è necessario definire in modo chiaro, certo e condiviso la filiera di comando, le strategie e le tecniche di ingaggio adeguate all’evento e un sistema di comunicazioni e un linguaggio condiviso da tutti gli attori. È importante rompere la prassi, che ha causato danni e sprechi di risorse, del lavorare per compartimenti stagni. Sarebbe utile che la nostra Regione instaurasse, in collaborazione con altre Regioni e coinvolgendo tutti gli attori deputati allo spegnimento, una scuola permanete sugli incendi boschivi, in modo che tutti condividano le stasse tecniche e strategie, usino linguaggi e regole di ingaggio comuni e, non ultimo, inizino a socializzare. Lo strumento di pianificazione è il „Piano regionale antincendio boschivo“, previsto dalla legge regionale sugli incendi boschivi (art. 7, L.R.17/19), che doveva essere predisposto, per l’approvazione entro il 2020. Ne è passato di tempo e di incendi distruttivi. È ora che venga partorito questo strumento. Non si possono lasciare le comunità locali, la sicurezza dei cittadini e delle attività economiche di interi territori della Regione alla mercé degli eventi. La nebbia dell’oblio può distrarci dai nostri compiti ma, spesso, il risveglio da tale assopimento potrebbe essere traumatico.