venerdì 18 novembre 2016

domenica 10 luglio 2016

Ascrizione





          Ripropongo un pensiero, che condivido, raccolto da uno scritto di

          Vaclav Belohradsky.

            "[...]non accettare nessuna regola che impone la discriminazione tra i

             soggetti sulla base di qualità che il sociologo americano T. Parsons (1965)

             ha chiamato “ascritte” ovvero quelle che non possiamo cambiare

             mediante decisioni ed impegni individuali – ad esempio l’età, il sesso,

              la razza, la nazionalità ecc. [...]. "

martedì 28 giugno 2016

il sogno di Ovlomov



Il’jà Il’ič Oblomov si addormenta e sogna...

Quanto attuale questo sognare....

Dal romanzo “Oblomov” di Ivan Gončarov
“Ad Oblòmovka credevano a tutto: e ai morti e agli spiriti. Se qualcuno raccontava loro che un covone di fieno era andato a passeggiare pel campo, nessuno rifletteva, tutti credevano, se qualcuno avesse sparsa la voce che il montone non era un montone, ma un’altra cosa, o che Marfa o Stepanida era una strega, essi avrebbero avuto paura anche del montone e di Marfa: non veniva loro neppure in mente di domandare perché il montone non era un montone e Marfa era diventata una strega, e si sarebbero scagliati anche contro chi avesse osato dubitarne, tanto forte era ad Oblòmovka la fede nel meraviglioso!”

domenica 26 giugno 2016

Un filo di luce


La democrazia sta perdendo
È ciò mi fa paura.

Il popolo è già pronto con le forche
ha bisogno di sedare la sua rabbia.
Servi da molti secoli,
lamentosi ed urlanti,
si uniscono ad
aristocrazie marce,
piene del loro tossico olezzo.

Ceti che eternamente
perpetuano, in un paese
privo di fiducia e
coraggio.

Cittadini con la speranza spezzata,
odiati, temuti e irrisi,
cercano di navigare
su zattere di dignità.

Ciò mi fa paura!

Cerco di un filo di luce
per dirigere malfermi passi
reggendo la bandiera,
mai ammainata,
della Dignità.

sabato 25 giugno 2016

scelte





     In genere quando devo scegliere faccio una valutazione del tipo: "questo
va nella direzione di un mondo che preferisco, quello che vorrei per il mia figlia, mio nipote? " .  Ebbene questa scelta dei britannici mi fa paura, come mi fa paura "il pensiero del Popolo" semplicemente perché penso che il Popolo non abbia un pensiero, al massimo esprime delle emozioni. Ciascuno di noi pensa, decide, poi, in democrazia tramite delle consultazioni regolate e periodiche, le varie decisioni si trasformano in decisione politica, quindi legata al sistema di potere.      Che le decisioni singole siano informate, ragionate o meno è sempre difficile saperlo, in questo momento, penso che la maggior parte delle persone ragioni e decida di pancia. Ne sono testimoni, forse non significativi, i commenti che si leggono diffusamente in rete. Penso che il voto nella Gran Bretagna sia negativo, rispetto a un vivere comune che vorrei, penso sia un voto emotivo dato con poco raziocinio, un'espressione del Popolo. Ahimè, negli USA come, pure,nel nostro paese percepisco una vena di cattiveria un desiderio di violenza e di Capri espiatori, così va il mondo. Godiamoci, per ora, questa vecchia e stanca democrazia, sperando che il sangue non torni a legittimare un nuovo potere, Weimar e la II Repubblica spagnola, sono ricordi che turbano ancora. Ciao Lu

domenica 24 aprile 2016

Individualismo

La ricerca dell'individualismo esasperato ci ha portato a perderci nella massa, individui soli con gli stessi gusti, con gli stessi valori.

mercoledì 20 aprile 2016

Cittadino


Sono contento di aver votato e di aver potuto essere fra quelli che hanno dato un segnale importante rispetto a chi detiene il potere. 
Perché ritengo importante il segnale? Leggo il voto come una secca risposta ad un atto di arbitrio, nel particolare aver usato la forza comunicativa data da un ruolo di preminenza, per fermare uno strumento come il referendum fatto proprio per limitare questo ruolo. Il segnale è importante in quanto un numero importante di cittadini è andato a votare e in un momento nel quale l'astensione è alta, nelle ultime regionali quasi al 50% alle politiche del 2013 quasi al28%, quindi il poco più del 30% di cittadini che sono ancora disposti ad esprime di con il voto, sono stati refrattari agli appelli del non voto. Penso che questi numeri possano essere importanti in una futura competizione elettorale. In democrazia, per fortuna, i detentori del potere politico sono periodicamente sottoposti al meccanismo dell'attribuzione del potere.