sabato 4 ottobre 2014

Via Appia Antica

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Dura 
pietra
levigata.
Blocchi
scavati
dal
rotolio
delle ruote
dei carri.
Eterno incedere,
moto interminabile.
Sogni che vagano
verso un destino
non ancora scritto.
Poi,
la pace,
tutto si ferma.
Il viale
di croci
scompare.
L'oblio
avvolge
tutto.
Mi inoltro,
incantato,
nella magia
della 
via Appia
Antica.

A cosa serve?



Ma non è necessario, o lo è? 
Metto un giacca ma,
il vento si è fermato.
Il cane non gracida più,
che sarà accaduto?
Le formiche, 
sempre in fila, 
abbaiano alla luna.
Non riconosco le orme
che lascio.
Olezzo impregna case con etichette sui mobili. 
Drastiche limitazioni di libertà 
a chi non vuol accettare
la libertà dei tanti.
Caverne assolate rinviano
a ombre non più tollerate. 
Parole, 
acqua che asciuga sentimenti 
non più compresi