mercoledì 8 aprile 2026

Prevenzione da evento a processo

 Prevenzione e territorio

Da evento a processo

La prevenzione è una scelta politica, culturale e sociale. Solitamente viene evocata dopo un’emergenza in discorsi o progetti di rito. Così si riduce a uno strumento per rintuzzare i danni, o peggio, un pretesto per far vedere che qualcosa sia stato fatto.

I rischi per il territorio sono spesso il prodotto di piccoli vantaggi immediati non ponderati. Ad esempio, il costruire in aree soggette a eventi catastrofici con lunghi tempi di ritorno. Il frutto di decisioni mancate, di manutenzioni rinviate, la prevenzione è uno strumento che, per funzionare, deve entrare nell’ordinarietà.

Governare la prevenzione significa trattarla come funzione ordinaria dell’amministrazione, non come misura straordinaria. Significa osservare il territorio, riconoscerne le fragilità e tenere conto di esse. È un lavoro silenzioso e costante.

Non esistono modelli universali. Ogni territorio è diverso e richiede risposte diverse. La prevenzione non può essere standardizzata ma deve essere un abito sartoriale, costruito sulle condizioni reali, non applicato per inerzia o per mero adempimento di norme.

Un punto decisivo è il presidio del territorio. Quando il territorio è presidiato, il rischio viene intercettato, compreso, decodificato. Dove è assente, il rischio cresce. Senza il presidio non c’è prevenzione, solo attesa dell’emergenza.

Governare significa innanzitutto assumersi la responsabilità nel tempo, che è cosa diversa dal tamponare le cose in presenza dell’evento.

La prevenzione è la misura della qualità di un’amministrazione. Non fa rumore. Ma costruisce sicurezza, credibilità e futuro.

Dobbiamo mutare il concetto di prevenzione, trasformarlo da evento a processo.

Nessun commento:

Posta un commento