È un grande piacere tornare nella mia città. Amo sedermi in qualche bar, lungo i controviali del Corso, bere un caffè e scambiare qualche parola con gli amici che incontro. La primavera avvolge tutto: le chiome degli alberi, con le foglie appena aperte, allietano con il loro colore. Gorizia è davvero magica.
Il clima sereno è appena turbato dalla violenza di un decespugliatore a filo che, incurante delle persone sedute a pochi centimetri e delle macchine in sosta, taglia l’erba delle aiuole. Sassolini e lembi di vegetazione vengono scagliati a destra e a manca, colpendo vetture e astanti. È un attimo che passa, poi di nuovo la pace. Almeno fino al successivo passaggio del soffiatore, che provvede a spostare altra polvere e residui di prato sui malcapitati avventori e sulle macchine in sosta.
Sono cose che capitano, piccoli riti ormai codificati, che a Gorizia annunciano la primavera quasi quanto le foglie nuove. E non incrinano la gioia profonda di ritornare dove ho le radici.
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