mercoledì 29 aprile 2026

GO2025 parentesi o un buon nuovo inizio

 Gorizia, dopo GO2025 le elezioni per il comune.


Si sono spenti i riflettori su GO2025. Per Gorizia è stata un’occasione importante, forse irripetibile, per raccontarsi al mondo. Ora però viene il passaggio più delicato: capire se la città saprà vivere di luce propria.

Dal secondo dopoguerra a oggi Gorizia ha attraversato fasi molto diverse. Prima il confine, il muro, le certezze garantite anche da forti sostegni pubblici. Poi la scomparsa di quelle certezze, senza che a esse si sostituisse una nuova visione. Ne è seguita una crisi di identità che la città non ha mai davvero superato.

GO2025 può rappresentare un nuovo inizio, ma solo se non resterà un episodio isolato. I rimasugli del passato vanno custoditi nella memoria storica, non usati come alibi. Gorizia deve ripensare il proprio ruolo in un territorio che oggi la colloca al centro dell’Europa, non più ai margini.

Questo passaggio chiama direttamente in causa le prossime elezioni comunali. Non una scadenza ordinaria, ma una scelta di direzione. Serve una politica capace di guidare, non di galleggiare. Serve un candidato sindaco che rappresenti un nuovo paradigma, non la semplice sintesi di equilibri interni, e una coalizione che guardi al futuro, non al passato.

Se Gorizia saprà avere il coraggio di scegliere, le comunali potranno aprire un nuovo ciclo. Altrimenti GO2025 resterà solo una parentesi.

lunedì 27 aprile 2026

Gorizia, le radici e il decespugliatore

È un grande piacere tornare nella mia città. Amo sedermi in qualche bar, lungo i controviali del Corso, bere un caffè e scambiare qualche parola con gli amici che incontro. La primavera avvolge tutto: le chiome degli alberi, con le foglie appena aperte, allietano con il loro colore. Gorizia è davvero magica.

Il clima sereno è appena turbato dalla violenza di un decespugliatore a filo che, incurante delle persone sedute a pochi centimetri e delle macchine in sosta, taglia l’erba delle aiuole. Sassolini e lembi di vegetazione vengono scagliati a destra e a manca, colpendo vetture e astanti. È un attimo che passa, poi di nuovo la pace. Almeno fino al successivo passaggio del soffiatore, che provvede a spostare altra polvere e residui di prato sui malcapitati avventori e sulle macchine in sosta.

Sono cose che capitano, piccoli riti ormai codificati, che a Gorizia annunciano la primavera quasi quanto le foglie nuove. E non incrinano la gioia profonda di ritornare dove ho le radici.

sabato 25 aprile 2026

I sogni

 I sogni

Fantasmi
nelle profondità
vagano
nell’oceano
dell’anima.

Carne, ossa:
fragile impalcatura
di mondi
sublimi.

I sogni
sopravvivranno
alla materia
che li ha generati?

mercoledì 8 aprile 2026

Prevenzione da evento a processo

 Prevenzione e territorio

Da evento a processo

La prevenzione è una scelta politica, culturale e sociale. Solitamente viene evocata dopo un’emergenza in discorsi o progetti di rito. Così si riduce a uno strumento per rintuzzare i danni, o peggio, un pretesto per far vedere che qualcosa sia stato fatto.

I rischi per il territorio sono spesso il prodotto di piccoli vantaggi immediati non ponderati. Ad esempio, il costruire in aree soggette a eventi catastrofici con lunghi tempi di ritorno. Il frutto di decisioni mancate, di manutenzioni rinviate, la prevenzione è uno strumento che, per funzionare, deve entrare nell’ordinarietà.

Governare la prevenzione significa trattarla come funzione ordinaria dell’amministrazione, non come misura straordinaria. Significa osservare il territorio, riconoscerne le fragilità e tenere conto di esse. È un lavoro silenzioso e costante.

Non esistono modelli universali. Ogni territorio è diverso e richiede risposte diverse. La prevenzione non può essere standardizzata ma deve essere un abito sartoriale, costruito sulle condizioni reali, non applicato per inerzia o per mero adempimento di norme.

Un punto decisivo è il presidio del territorio. Quando il territorio è presidiato, il rischio viene intercettato, compreso, decodificato. Dove è assente, il rischio cresce. Senza il presidio non c’è prevenzione, solo attesa dell’emergenza.

Governare significa innanzitutto assumersi la responsabilità nel tempo, che è cosa diversa dal tamponare le cose in presenza dell’evento.

La prevenzione è la misura della qualità di un’amministrazione. Non fa rumore. Ma costruisce sicurezza, credibilità e futuro.

Dobbiamo mutare il concetto di prevenzione, trasformarlo da evento a processo.

lunedì 6 aprile 2026

Ciliegi in fiore

 Ciliegi in fiore

Effimera
leggiadria.
Petali delicati
dei ciliegi in fiore
riempiono
l’animo,
avvolto
dal candore.

Volo
verso la luce.

sabato 4 aprile 2026

Trieste una sera

 Trieste, una sera

Cala
la sera,
il mare
oggi
è tranquillo.

Muri
che rubano
gli ultimi
raggi di luce
attendono
il sonno.

Passi
risuonano
frettolosi.
Tram
trasportano storie
verso il destino.

Ora
qualche stella
sbircia
fra le nuvole.

Una vecchia signora
avanza
altera.

Trieste
si specchia
nel golfo.
Serena
sarà la notte.

venerdì 3 aprile 2026

Chimera

 Chimera

Gli occhi
sono chiusi.
Ecco—
una rondine
disegna in cielo
simboli di libertà.

Volando
invita a confondermi
con il vento.
Mi stacco dalla terra:
quale gioia
il tuffo nell’azzurro.

Seguo l’immagine
che chiama.

L’anima abbraccia
l’eterno.
Ma la terra
reclama
la sua carne.

Apro gli occhi.
Nei ricordi
si disperde
una chimera.

mercoledì 1 aprile 2026

Cammino

Cammino


 In tanti

viaggiamo,
soli,
verso il nulla.

Un Dio
ci potrà
salvare?

Credere
in Dio
ci potrà
aiutare?